
La società dell’immagine, dell’informazione “mordi e fuggi”, del contenitore e non del contenuto ci trasforma in divoratori di comunicazione veloce, di gossip con la che distruggere o costruire panorami sociali.
Ultimamente i media scandalistici o rosa si distinguono poco da quelli d’informazione. In un gioco politico tra ricattatori e ricattabili i favori diventano la moneta di scambio in un imperante do ut des di appoggi politici ed economici per evitar pettegolezzi o crearne su misura.
Il neoliberalismo e una falsata libertà d’espressione ci ha condotti alla mercificazione, tutto è vendibile, strumenti di comunicazione apparentemente insignificanti possono diventare armi mediatiche in mano di ricettatori travestiti da informatori.
Intorno a un dato, un’immagine, un filmato, un email o una registrazione telefonica si può creare una storia alle quale dare un colore in base allo scopo da raggiungere, deturpando l’intimità famigliare, la dignità e l’onorabilità di pedine che formano semplicemente la cornice al vero punto di mira, vittime civili in manovre di guerra.
Dov’è il limite? Da quando le informazioni private, i filmati, le conversazioni e foto rubate possono diventare risorse per il controllo socio economico del potere e quindi dei governi? La politica è oggi sotto ricatto?
Spesso le vicende raccontate mancano di una visione tridimensionale dei fatti, d’informazioni contrastate e di un pluralismo giornalistico. Le testate si dividono in chi racconta e chi sta zitto. Gli scandali possono trovare spazio in un unico giornale, senza nessun commento contrario o a favore, alcune notizie prendono vita solo in testate di una fazione di pensiero e altre non troveranno mai spazio pubblico per essere utilizzate come capitale di scambio in estorsioni.
I vari scenari definiscono, comunque, un sistema mafioso nella gestione dell’informazione protetto da una giurisprudenza dell’impunità in cui la legge non è uguale per tutti. É interessante, che questo atteggiamento si propaga, proprio, nel periodo storico in cui gli studi sull’etica si moltiplicano. Enti pubblici e privati si riempiono la bocca con la Responsabilità Sociale Corporativa (RSC) e la sostenibilità culturale, sociale ed ambientale.
L’etica e la morale non sono, forse, le basi di una società sostenibile? Una società in cui la mercificazione della comunicazione domina la politica e il pubblico pensiero può muoversi verso uno sviluppo sostenibile?
Trad. Castellano
Últimamente la prensa amarilla se diferencia poco de aquella dedicada a informar. En los juegos entre chantajistas y chantajeados, los favores son la moneda del trueque, donde el do ut des de los apoyos políticos y económicos evitan, o construyen a medida, las más repugnantes noticias sensacionalistas.
El neoliberalismo y una falsa libertad expresión nos ha llevado a la mercantilización total ¡Todo está en venta!, herramientas de comunicación en apariencia insignificantes son armas en manos de estafadores con apariencia de cronistas.
En torno a un dato, una imagen, una grabación o un email se construye una historia, artificial o verdadera qué más da, que se colorea con los matices del objetivo a conseguir. La intimidad familiar se viola, la dignidad y honorabilidad de las fichas que representan el marco de la diana se cuestiona, son las victimas civiles de una guerra ajena.
La información personal, las cartas, las conversaciones, fotos o vídeos privados, robados y manipulados ¿Pueden servir de recurso para obtener un control socio-económico y por tanto el poder? ¿La política está hoy en día bajo intimidación? ¿Dónde se encuentra el limite a esto?
A menudo a los acontecimientos les falta una visión tridimensional de los hechos, contrastar las noticias y un necesario pluralismo periodístico. Los editores de periódicos se dividen entre aquellos que dan la primicia y los que se callan. Los “escándalos” pueden encontrar espacio en un único diario, con el silencio de las otras voces de opinión, alguna noticia se difunde sólo en aquellas ediciones de una facción política mientras que otras, más útiles, se pierden en los cajones de los directores para tomar vida como capital de inversión.
Los escenarios pintan un sistema mafioso de la gestión de la información, protegido, en la mayoría de los casos de una jurisprudencia de la impunidad en la que la ley no es igual para todos (sierre el determinante factor económico). Actitud que se propaga mientras que a nivel histórico los estudios sobre la ética, florecen exponencialmente. Organismos públicos y privados se llenan la boca con términos como Responsabilidad Social Corporativa (RSC) o la maltratada Sostenibilidad Cultural, Medio ambiental y Social.
¿La ética y la moral no deberían ser la base de una sociedad sostenible?
No creo que un mundo en que la mercantilización de la comunicación, domina a la política y al pensamiento publico, pueda moverse hacia un desarrollo verdaderamente sostenible.